LA BIODINAMICA. NON È UNA TEORIA. È IL NOSTRO MODO DI COLTIVARE.

La biodinamica per noi è prima di tutto una pratica agricola. Significa considerare la vigna come parte di un sistema più ampio, in cui suolo, piante, microrganismi, clima, stagioni, animali e persone sono in relazione tra loro. Utilizziamo preparati biodinamici, compost, sovesci e seguiamo i ritmi naturali nel lavoro quotidiano in vigna. Non perché sia la strada più semplice. Perché è quella che abbiamo scelto.

TUTTO COMINCIA DAL SUOLO.

La fertilità della terra è alla base del nostro lavoro. Lavoriamo per mantenere il suolo vivo e favorire la formazione di humus, creando le condizioni perché radici, microrganismi e piante possano sviluppare le proprie relazioni. Non cerchiamo di nutrire semplicemente la vite. Cerchiamo di mettere la terra nelle condizioni di nutrirla. Perché prima di una pianta sana, serve un suolo vivo.

LA BIODINAMICA NELLA PRATICA.

Utilizziamo preparati biodinamici da spruzzo e da compost. Il cornoletame viene impiegato nel lavoro sul suolo e sull'attività radicale; il preparato a base di quarzo accompagna invece lo sviluppo della parte aerea della pianta. Pratichiamo inoltre il sovescio, seminando tra i filari diverse specie vegetali che vengono poi incorporate nel terreno per contribuire alla fertilità del suolo e alla biodiversità della vigna. Per il compost utilizziamo preparati ottenuti da ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e dente di leone.
Preparazione, dinamizzazione, distribuzione, sovescio: sono pratiche diverse che accompagnano il lavoro in vigna durante l'anno.

DALLA VIGNA ALLA BOTTIGLIA.

Micorrize, sovescio, quarzo, cornoletame e vortice biodinamico. Cinque elementi del nostro modo di coltivare sono diventati segni, illustrazioni e infine etichette. 
Un linguaggio visivo nato dal lavoro creativo di Mirror e dalla mano dell’illustratore Alessandro Rabatti, per portare sulla bottiglia qualcosa che nasce molto prima, in vigna.
Perché anche l’identità di 1701 ha le sue radici nella terra.